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Ho scoperto così di essere incinta a Barcellona

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In quei sei giorni in cui avevo un ritardo, mi interrogavo su tutto. Il primo ritardo all’estero. Mi era capitato di averne altri in Italia, magari per fattori di stress, ma all’estero era la prima volta. E ora che faccio? Ma io voglio continuare a studiare il flamenco, finalmente in Spagna, a Barcellona! No dài, non può essere! Che farò, e soprattutto come farò da sola? In quei sei giorni avevo solo domande di questo tipo nella testa, forse sarà capitato anche a voi che mi state leggendo ora. Non solo sarei diventata una mamma all’estero, ma in terra straniera avrei pure ricevuto la notizia di una gravidanza in arrivo. Quella mattina lì non me la dimenticherò mai. Che emozione forte scoprire di essere incinta di quella che sarebbe diventata poi la mia bambina! Tornando a quella mattinata di un gennaio mite, neanche tanto freddo a Barcellona nel 2014, mi ricordo nervosismo, stupore, incredulità, sconcerto, e tanta gioia, tutto mischiato. Momenti di silenzio alternati a raffiche di domande tipo come è potuto succedere? Poi neanche due ore dopo quella telefonata via Skype per comunicare ai cari la lieta notizia. Radunata tutta la famiglia dall’altra parte dello schermo con la telecamera attiva, iniziai, siediti mamma devo dirti una cosa. Chiara, ma che sei incinta? Neanche la soddisfazione di donare ad altri lo stesso colpo effetto sorpresa che avevo ricevuto io come un’eruzione vulcanica qualche ora prima. Scherzo, la sopresa ci fu per tutti, eccome. A casa a Roma tutti contenti, e io con loro. Se posso dirvi, alla fine non provai quel senso di solitudine che pensavo, ma ero concentrata sul presente. I due anni di Yoga che avevo fatto prima di quel momento mi avevano donato la grazia di accogliere il “qui e ora”. Nella mia mente c’era solo il presente da affrontare, e passate le prime due ore iniziali di stupore, mio marito e io (all’epoca solo coppia) ci guardammo a lungo negli occhi con una intensità ricercata e con una determinazione che ci fece comprendere l’accaduto. Ci abbracciammo e capimmo che quello era un risultato che inconsciamente stavamo cercando entrambi da tempo, e che appunto si era realizzato, come un sogno ambito. L’amore vince su tutto “Amor omnia vincit”, come si diceva nell’antica Roma, mia amata città che avrei lasciato ancor con più consapevolezza ora che sapevo che a Barcellona ci avrei pure dato alla luce. Fu l’inizio di un nuovo viaggio.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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