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Corso preparto in terra straniera

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Andiamo per ordine, trasferimento, scoperta della gravidanza, nove mesi per un nuovo percorso e alla fine, ma in realtà è l’inizio di tutto, il parto. Partorire in terra straniera ha i suoi lati positivi e negativi, tipo il corso preparto. Erano pochi mesi che vivevo a Barcellona, stavo frequentando un corso di spagnolo basico, insomma cominciavo a capire questa lingua straniera, ma non è che capissi proprio tutto, sopratutto termini tecnici, diciamo che stavo apprendendo di più uno spagnolo quotidiato, del día día, giornaliero, quello pratico per fare la spesa insomma. Immaginate il mio stupore, sconcerto, ma anche sensazione di alleggerimento nel frequentare un corso preparto in una lingua che capivo poco. Fantastico, penserete in modo sarcastico, invece fantastico davvero! Tanti commenti dell’ostetrica sulle difficoltà del parto mi sono scivolati leggeri per problemi di lingua, meglio così che soffermarcisi con preoccupazione. Sono arrivata al parto sì informata, coinvolta emotivamente, ma senza troppe nozioni dilungate. Ci tengo a dire che a Barcellona la gravidanza è seguita solo dall’ ostetrica, la “llevadora”, come si dice in catalano. Il ginecologo non si incontra, a patto che una donna non ne abbia bisogno, perché ha delle complicazioni da accertare. Il mio consiglio è affidatevi alle ostetriche barcellonesi. A me hanno inferto calma, competenza e fiducia. Di solito la visita è ogni mese. Qualche amica italiana mi commentava sfiduciata su questo sistema, mi diceva che mi sarei dovuta premunire di un ginecologo privato, che l’ostetrica non bastava, ma a dirvela tutta mi sono sentita protetta e sorretta. L’istinto guida le nuove mamme, già da quando abbiamo il pancione. Penso che avrei sentito qualcosa che non andava se la mia ostetrica fosse stata un’incompetente, ma così non fu, anzi. Ne ho avute due, una per gravidanza, la prima giovane, la seconda più grande di età, ma entrambe dolci e solerti. Il corso preparto è una tappa importante per la coppia, vi consiglio di seguirlo in due, la futura mamma con il futuro papà. Nel nostro caso c’erano venti coppie, tra l’altro molto internazionali. Avendo due figli ho seguito due corsi pre parto, il primo per l’inesperienza, il secondo per prepararmi “alla missione” di dare alla luce. Stare insieme ad altre future mamme mi faceva stare bene, mi sentivo parte di un gruppo. Consiglio di seguire il corso preparto anche se si ha già partorito, è un modo per riprendere in mano il ruolo di “partoriente”. A me faceva piacere che le altre mamme a volte mi rivolgessero sguardi di rispetto, tipo, tu che già sai. È capitato che l’osetrica mi prendesse come esempio di colei che aveva già partorito, mi sentivo, nel senso più umile, come una maestra, ma in realtà ogni parto è a se, ogni donna ha le sue uniche esperienze, che sono diverse addirittura da parto a parto della stessa donna. Ho avuto due gravidanze, due ostetriche, due corsi preparto, due parti. A me è successo così, il primo parto lungo e dolorosissimo per l’espulsione, non conoscendo bene la lingua del posto, mentre il secondo più corto, ma doloroso per le contrazioni, liscio come l’olio per l’espulsione, con addirittura l’ostretrica di turno che mi parla in spagnolo, del quale capivo tutto finalmente, che mi presta il suo cellulare per chiamare mio marito, perché arrivasse in tempo (non spingere, diceva, non spingere! Il bimbo usciva da solo) . Con questo voglio dire che da una parte è giusto ascoltare aneddoti di chi ha partorito prima di noi, ma siamo poi noi che avremo una storia unica da raccontare, diversa dall’amica, diversa dalla cugina, diversa, punto. Donne, care future mamme, l’istinto è il vostro libretto delle istruzioni, come lo chiamo io; si forma insieme al vostro bimbo nella pancia, insieme a voi che nascerete di nuovo con lui come delle nuove mamme. Avanti, forza e coraggio neomamme, conoscerete presto le forze nascoste di cui siamo dotate!

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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