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Conoscere altre mamme all’estero

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Quando si è mamme all’estero si impara a fare affidamento solo su stesse più di quanto uno possa immaginare. Non che ciò non accada alle mamme che vivono circondate da aiuti o appoggi familiari, ma le situazioni sono per molti aspetti diverse. Andiamo insieme ad analizzarle. Una mamma all’estero ha la sua giornata caratterizzata dalla libera organizzazione con differenze tra due sottogruppi: la mamma lavoratrice all’estero e la mamma casalinga all’estero. Per quanto mi riguarda, come avete avuto modo di leggere nel mio precedente articolo sulla scelta o no del nido, ho deciso di crescere i miei figli senza alcun supporto esterno, a parte mio marito e le mitiche “nonne volanti”, come le chiamo io, o meglio mia mamma e mia suocera che ogni tanto atterrano a Barcellona per portarci il loro prezioso contributo. Grazie a queste visite anche io e mio marito abbiamo ricominciato a regalarci serate a due, ma di questo vi parlerò più in seguito. Riprendiamo dalle mamme casalinghe all’estero che gestiscono tutto in maniera autonoma. Quando qualcuno che ho appena conosciuto mi chiede che lavoro faccio rispondo: amministratrice delegata e diretttrice generale della mia famiglia (tra l’altro lo stipendio adeguato a tutte le mansioni che ricopre una donna con queste credenziali casalinghe sarebbe proprio quello di un ceo, non pensate?) Avendo chiaro in mente che la mamma casalinga gestisce la famiglia con pieni poteri, bisogna d’altra parte far presente che anche le mamme lavoratrici hanno una grande responsabilità nella suddivisione dei compiti familiari, ripartiti lì forse in maniera paritaria tra marito e moglie, perché sia la mamma che il papà hanno più o meno lo stesso tempo da dedicar alla casa, per conoscere i figli e l’evoluzione delle dinamiche familiari. A volte penso: ma quando si riposa una mamma che lavora? Come fa? Considerato che ho scelto di fare la mamma a tempo pieno e di tenere a casa i miei bimbi fino ai tre anni, fino a quando non inizino la materna. Per ora a questa domanda rispondo solo indirettamente, nel senso che mi baso su ciò che mi raccontano le mie amiche mamme a Barcellona e su ciò che leggo per aggiornarmi e confrontarmi. Vi sto parlando della rete selezionata di amicizie. Che siano conoscenti o persone delle quali vi fidate di più, per la salute psicologica di una mamma all’estero è importante avere persone, magari mamme all’estero come noi, con le quali confrontarsi e animarsi ad andare avanti. Anche da questa consapevolezza mi è venuta l’idea di questo blog, o meglio, ho maturato l’idea di un posto sul web accessibile alle mamme, che cercano una esperienza simile alla loro, un luogo dove essere capite e condividere uno stato d’animo, in altre parole vi sto parlando di solidarietà tra mamme. Questo concetto è molto importante per una mamma normale, figuriamoci per una che vive all’estero, senza avere aiuti familiari. Quello che vi consiglio è di cercare buone amicizie già dal corso preparto. Sarà utile uscire con la carrozzina, con il marsupio o con la fascia per fare una passeggiata con una mamma che come voi sta alla prima esperienza. È confortante parlare dei propri dubbi, confrontarsi sulle prime grandi novità della maternità, specie nei primi mesi, quando tutto è davvero una grande quotidiana continua novità. Trovare solidarietà tra mamme vuol dire molte cose, non necessariamente significa passare appiccicate tutto il giorno o chiamarsi per ogni dubbio. Come dicevano i latini in medio virtus est o meglio la virtù sta nel mezzo, nell’equilibrio, questo concetto va tenuto a mente. Il mio consiglio di mamma all’estero da quasi sei anni è quello di sapere mettere sulla bilancia l’importanza degli intrecci relazionali fuori casa con quelli dentro casa. Il mondo affettuoso che ci creiamo fuori casa sono pilastri decorativi, importanti sì, ma ciò che dobbiamo insegnare ai nostri figli è di fare affidamento soprattutto sulle dinamiche relazionali che si instaurano dentro la famiglia, parlo di fiducia, rispetto, comunicazione, tutte colonne portanti e fondamenta per attivare un nucleo familiare solido, unico e indipendente, insomma terreno fertile per la crescita di bimbi forti, sani e con personalità.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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