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Vivere da coppia con figli all’estero

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Su questo tema ho tanto da dire, ma andiamo per ordine, un articolo alla volta. Coppia dal punto di vista di mamma e papà o dal punto di vista dell’uomo e della donna insieme? Prima mi dedicherò al rapporto di coppia all’estero inteso come marito e moglie, o compagno e compagna, in seguito parlerò dei ruoli genitoriali. Bisogna dare importanza ai duplici ruoli, saperli distinguere. Il viaggio della maternità nella donna porta davvero tanti cambiamenti e di conseguenza nella coppia. Può succedere che una donna diventata da poco mamma abbia l’impressione di ricoprire molteplici ruoli, tutti indossati da un’unica persona, lei, tutti per un’unica famiglia, tutti in una determinata giornata. Prima di tutto vi consiglio di fare una vostra lista di priorietà di ruoli. La maggior parte delle donne che diventano mamme vivono appagate solo da questo ruolo, nel senso che investono tutte le proprie energie nel ruolo di mamma, trascurando di essere anche donne e di essere mogli/compagne. Premetto che il mio è un articolo per fare chiarezza e lanciare un salvagente solidale a chi sta vivendo questa situazione. Quando si è mamme, soprattutto durante il primo anno e mezzo della nascita del bimbo si è totalmente assorbite dall’amorevole compito e dalla responsabilità di crescere un figlio. Ogni donna è differente, ogni situazione è diversa, ma confrontandomi a voce con varie donne mi sono accorta che più o meno i dubbi esistenziali e i temi dibattuti sono molto simili. Come affrontare la coppia nella maternità? Innanzitutto bisogna avere molta pazienza da entrambe le parti. Per l’uomo all’inizio potrà essere difficile, affrontare tanti cambiamenti nella propria donna, il fisico, la mente, la nuova attitudine attenta al mondo circostante, l’essere messi un po’ da parte, la fuoriuscita dell’istinto materno tutto ciò comporta da parte del marito o compagno forza d’animo e rispetto. Vi scrivo tre consigli: amore, comprensione e maturità. Queste le tre carattristiche che un uomo deve tirare fuori dal bagaglio delle proprie qualità per offrire alla moglie-mamma un ottimo sostegno per il nuovo viaggio da intreprendere insieme, quello della genitorialità, un viaggio che sia confortevole fin dall’inizio, senza inutili scomode sorprese. A questo punto ciò che consiglio alla donna è di rivedere la lista delle priorità di cui sopra. Rileggiamola insieme: posto numero uno moglie, posto numero due mamma, al terzo posto tutti gli altri innumerevoli ruoli sociali (figlia, sorella, amica, capo, impiegata, professoressa, pittrice, etc etc…) Mi rendo conto che da quando si diventa mamme non è facile ricoprire il ruolo di mogli per primo. La tentazione sarà spesso quella di essere prima di tutto mamme, almeno per me è stato così, ci ho dovuto lavorare per modificare la lista delle priorità. Per questo sono qui oggi a raccontarvelo, per consigliare di fare altrettanto. Bisogna essere molto coalizzati tra marito e moglie, soprattutto quando si è soli all’estero, reciprocamente si è diventati l’uno la famiglia dell’altra. Fin dal principio mio marito e io abbiamo investito di comune accordo prima di tutto sulla famiglia, poi sulla coppia. Abbiamo ritenuto opportuno lasciare da parte cenette a due, uscite al cinema, al teatro, concerti e quanto altro, per dedicarci prima di tutto ai bimbi e a condividere con loro le nostre esperienze. Come a dire: ora ci sono anche loro con noi, siamo una famiglia, perché escluderli? Ogni coppia fa le proprie scelte, queste sono decisioni personali. Noi non abbiamo mai sentito il bisogno di chiamare la baby-sitter per andarci a fare una cena fuori. Abbiamo sempre ritenuto i nostri bambini troppo piccoli per essere lasciati a casa da soli con una estranea. Per come siamo fatti noi non ci saremmo goduti la cena, pensando a loro che stavano a casa con la baby-sitter. Adesso che i bimbi sono più grandini, quando mia mamma e mia suocera (le “nonne volanti”) in periodi diversi ci vengono a trovare, mio marito e io abbiamo ritrovato il piacere di uscire la sera insieme. I bimbi dormono a casa con la nonna di turno e noi andiamo fuori per un paio d’ore. Il mio consiglio è questo: non abbiate fretta di riprendere in mano tutta la vita mondana che avevate prima. Tempo al tempo. Godetevi il ruolo di genitore, soprattutto quando i bimbi sono piccoli, quei momenti non tornano indietro. Qualcosa è cambiato con la nascita di un figlio, direi più di qualcosa, è nata pure una nuova relazione di coppia. Moglie/marito più mamma/figlio più figlio/papà uguale un nuovo tipo di amore. Sembra una complicata formula matematica, ma in realtà è un semplice assioma sentimentale, un semplice modo per evidenziare il nuovo grande risultato dell’amore di coppia, condividere la vita in famiglia.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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