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Le nonne volanti

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Come vi ho scritto nell’articolo precedente ogni tanto ci vengono a trovare a casa a Barcellona le cosiddette “nonne volanti”. Stiamo parlando di vere e proprie super eroine, che hanno il volto di mia mamma e di mia suocera. È un conforto sapere che stanno per arrivare, per me, per mio marito, ma soprattutto per i miei figli. Per loro che hanno tra i due e i quattro anni e mezzo è una grande gioia sapere che la nonna di turno sta arrivando. Ai bambini che vivono all’estero, a meno che uno dei parenti non si sia trasferito nella città straniera, manca quell’ apporto costante di affetto che arriva dai parenti che vivono nella stessa città. Nel caso dei miei figli essi vedono e conoscono i loro zii e nonne solo durante le feste di Natale, di Pasqua e di qualche altra sporadica data per particolari eventi, tipo matrimoni, battesimi, etc, etc. Quando si è mamme all’estero si costruiscono famiglie all’estero con differenti sistemi relazionali familiari. Con l’arrivo delle nonne volanti da Roma tutta la nostra famiglia a Barcellona ne trova benificio. Ora vi sto portando come esempio l’affetto che arriva dalla figura dell’avia, come si dice nonna in catalano, ma potrei parlarvi anche dello zio, della zia, del cugino, della cugina, del fratello, della sorella etc, etc… Nel nostro caso sono le due nonne che si muovono di più e che creano più aspettativa affettiva nei confronti di loro nipoti. A questo sentimento di gioia ci uniamo anche mio marito e io. Sapere che la mamma o la suocera verranno presto a trovarci ci regala momenti di rilassamento, certo rilassamento relativo, con due figli ci sta sempre molto da fare, ma comunque subentra un’altra quotidianità, per qualche giorno di spezza la monotonia, queste nonne approdate a Barcellona ci appaiono davvero come due super eroine con il mantello e con i super poteri. Come già scrivevo in un precente articolo, vivere da soli all’estero ha anche i suoi lati positivi a livello di responsabilità e di libertà di azione. Purtroppo sappiamo che può capitare che nuora e suocera non vadano d’accordo, questa è vecchia letteratura. Per fortuna non è il mio caso, sia mio marito che io abbiamo suocere empatiche, comprensive, buone ed educate, meglio di così non potevamo sperare. Soprattutto le due consuocere sono riservate e discrete, e vanno d’accordo tra di loro. Permetter di far crescere una vita di coppia autonoma è la prima forma di rispetto che una suocera possa dimostrare nei confronti della coppia e della famiglia che è appena nata. Il mio consiglio in merito è questo, va bene appoggiarsi di tanto in tanto alle nonne che prendono l’aereo e che con piacere vengono a trovarvi, ma mettete subito tutto in chiaro, vengono per aiutare, non per rompere gli equilibri familiari già istaurati, dettando nuove regole. Uno dei lati positivi di vivere all’estero è proprio quello di essere liberi, di non dover rendere conto a nessuno per le scelte, se non a te stessa, a tuo marito e ai tuoi figli. Quando si hanno i parenti vicini da una parte si usufruisce di tanti aiuti, ma dall’altra parte si potrebbe incorrere in situzioni poco discrete, dove per esempio una suocera interverrebbe sull’educazione dei nipoti, criticando l’operato della nuora o del figlio, lasciando nella famiglia un senso di frustazione, di inadeguatezza, di voglia di rivincita, di competizione, e ciò non è sano. Da qui comincerebbe il vortice delle ripicche, degli stati d’animo alterati dai malumori e dalle gelosie, portando nei peggiori dei casi a rotture nel matrimonio tra marito e moglie. In conclusione meglio soli, meglio indipendenti, meglio un equilibrio tra le due situazioni di stare vicino e lontano, da soli e in compagnia. Vi consiglio di sbagliare con la propria testa piuttosto che essere rimissive o di creare tensioni familiari. Vivere all’estero è anche questo, pieno potere decisionale sulla propria famiglia, senza dovere per forza ascoltare consigli di familiari, che a volte neanche richiediamo e che quasi ci vengono imposti. Non posso fare a meno di consigliarvi di ascoltare voi stesse e di seguire il vostro istinto di mamme. Il cammino della genitorialità è lungo, ma insieme al vostro istinto ci vedrete bene, perché sarà da esso illuminato. Credete in voi stesse mamme all’estero.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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