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Allattamento a Barcellona

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Dopo il parto uno dei momenti più naturali da apprendere è il metodo dell’ allattamento al seno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di allattare fino ai due anni di età, perché l’apporto nutritivo dato dal latte materno insieme alle difese immunitarie che passano con esso sono fondamentali per i primi giorni del bambino. Quello che vi consiglio è di essere determinate, perché riuscire ad allattare al seno vuol dire passare molto di più che il latte materno e gli anticorpi, significa trasmettere anche sicurezza, contenimento, affetto. Ora, donne che non avete allattato al seno, non scagliatevi subito contro a queste parole. Secondo me la decisione su questo tema è molto personale. Allattare con il biberon avrà i suoi vantaggi: chiunque diverso dalla mamma può darlo al bebè, non comporta rischi di mastite e di ingorghi, in questo momento non mi vengono in mente altri lati positivi dell’allattamento al biberon. Gli aspetti poco pratici dell’allattamento al biberon è che ogni volta bisogna prepararlo e riscaldarlo, e poi lavare e strilizzare i componenti. Non dimentichiamoci del prezzo del latte artificiale e il momento della scelta, quale comprare?

Ora vi racconto la mia esperienza

Per quanto mi riguarda ho dovuto lottare per continuare ad allattare al seno. Avevo forti dolori quando dovevo usare il seno destro, mentre con il seno sinistro andava tutto bene. I dolori sul seno destro durante l’allattamento erano lancinanti, come se avessi una lama di un coltello conficcata dentro, tremendo, a voi è mai successo? Ogni volta che allattavo al seno sinistro era un piacere e una gratificazione, sentivo finalmente un legame speciale con il mio bebè, ma solo il pensiero della poppata successiva al seno destro mi creava stati di nervosismo. A Barcellona dopo il parto ci sono incontri con le mamme e le ostetriche, per chiarire dubbi, rispondere alle domande delle neomamme o semplicmente per dare suggerimenti pratici. Oltre agli incontri post partum ci sono i gruppi per l’allattamento. Li ho frequentati per entrambi i miei figli in due luoghi differenti. La prima volta era organizzato dall’ospedale dove avevo partorito, cioè Hospital de la Santa Creu i Sant Pau con una ostetrica presente, mentre la seconda volta andai a frequentare il gruppo di allattamento organizzato dalla pediatra nel Cat Salut del mio quartiere. Entrambi i corsi erano gratuiti e con frequenza libera. Ci andavo il primo pomeriggio, quando ne avevo la necessità, o meglio i primi giorni, quelli per me più duri. C’erano altre mamme con i neonati alle prese con l’apprendimento della tecnica di allattamento, perché ho imparato che non è così immediata, almeno non per tutte le mamme. Per alcune donne va tutto bene fin dall’inizio, per altre ci vuole più tempo. Quello che insegnano al gruppo di allattamento è proprio che bisogna infilare nella boccuccia del neonato il capezzolo con l’aureola, non solo il capezzolo. Inoltre è importante avere un buon cuscino da allattamento dove posizionare il bebè per cambiare la posizione in cui lo si allatta.

Sul davanti, di fianco, sdraiate, posizione “rubgy”, tutto per favorire il corretto attaccameto e la fuoriuscita del latte. Vi consiglio di frequentare questi corsi post partum, oltre ad essere molto utili per motivi pratici, lo sono pure per sentirsi parte di un gruppo di appartenenza nuovo, quale quello delle neomamme che desiderano allattare al seno. Ogni donna fa la sua scelta che va rispettata. C’è chi decide, come me all’inizio dell’allattamento del primo figlio per inesperienza, quando il seno mi faceva male ed erano comparse le prime ragadi, di togliersi il latte con il tiralatte (ne usavo uno elettrico della Medela, pratico, leggero e funzionale, vi lascio il link per trovarlo qui sotto se volete) e di offrire così un’aggiunta con il biberon.

Vi consiglio questo sistema, previa consulta pediatrica: allattare ogni due ore, togliersi il latte, riallattare, donare l’aggiunta, ricominciare… Insomma mi sentivo una centrale del latte parecchio affaticata, ma contenta, avevo preso il ritmo! Questo era il modo che faceva per me.

Aggiunta di latte artificiale sì o no

A Barcellona sia le ostetriche nel post partum che le pediatre suggeriscono vivamente l’allattamento al seno e prescrivono il latte artificiale proprio in casi estremi. Come vi ho detto si organizzano vari corsi di incontro per favorire ed incoraggiare l’allattamento al seno. A Barcellona i medici cercano di risolvere il problema prima di tutto con un approccio naturalistico, nei casi più gravi, quando ce ne è proprio bisogno si interviene con approcci più farmacologici. Mia figlia di dieci giorni stava perdendo peso. Piangeva disperata. Avevo l’inesperienza dalla mia parte, ma dall’atra l’istinto mi guidava. L’ostetrica e la pediatra mi dicevano che dovevo continuare ad allattare al seno, ma sapevo che la bimba non prendeva il dovuto apporto nutritivo. Si addormentava, era un po’ pigra e io per la stanchezza non sapevo bene cosa fare. Alla fine andammo al Urgencies, al Pronto Soccorso. Visitarono la bambina, e mi consigliarono di allattarla di più (già l’attaccavo al seno 11/12 volte al giorno, notte compresa!) e in casi estremi mi suggerirono di darle l’aggiunta del latte artificiale. Ero titubante. Avrei voluto essere solo io il suo unico apporto nutritivo. Mio marito invece non ci pensò due volte e letteralmente corse a comprare il latte artificiale in farmacia. Da lì iniziò il primo periodo del mio doppio allattamento. Prima attaccavo la bambina al seno, poi le davo l’aggiunta con il biberon l’aggiunta del latte artificiale, poi andavo al corso per l’allattamento, lì raccontavo i miei problemi, mi incoraggiavano a continuare a dare il latte materno. Da qui l’idea di staccarmi il latte con il tiralatte e di sostituire l’aggiunta con il mio latte e togliere l’artificiale.

Il seno funziona a domanda – offerta

Tra le tante cose che imparai al corso sull’allattamento fu che la produzione di latte al seno funziona a domanda – offerta. Ciò vuol, dire che più si allatta più si produce il latte. Non è vero quando si dice “Ho smesso di allattare perché non avevo il latte”. Impossibile. O meglio, in quel caso si sarà smesso per altri motivi connessi, ma il latte continua a prodursi finchè si usa il seno.

A breve vi racconterò infatti come ho smesso di allattare dopo i sei mesi e cosa ho usato per combattere le prime ragadi iniziali, che dopo la quarantena sono scomparse.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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