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La Grande Festa di Gràcia

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Un ottimo modo per relazionarsi con la cultura del posto è partecipare alle feste di quartiere. Per una mamma all’estero con i propri bambini, anche piccoli, è un modo per uscire di casa e per scoprire la nuova città. A tal proposito oggi vorrei parlarvi della Festa Major de Gràcia. Come già vi ho anticipato in un altro articolo, il quartiere di Gràcia è il mio preferito di Barcellona. Secondo me è un posto dove si respira creatività, ma anche vita familiare. Le mamme e i papà che girano per le strade di questo quartiere sono vestiti in modo alternativo e colorato. La maggior parte delle volte le famiglie sono composte da genitori abbastanza giovani, o per lo meno con un’aria giovanile. I negozi sono molto particolari, sembra si faccia a gara per l’originalità. Una sala da tè che ospita gatti, un negozio di vinili, una bottega di vestiti di tendenza, una pasticceria con enormi torte vegane, un negozio artigianale con articoli per bambini dalle fantasie più variegate. Insomma mi piace passeggiare per Gràcia, mi sento inserita in questo constesto allegro, peculiare e a suo modo festaiolo, lo faccio mio, mi ci rispecchio. A tal proposito vi cito la festa per me più colorata di Barcellona, adatta a tutte le età, appunto la Grande Festa di Gràcia. La sua origine si situa intorno al secolo XIX e supera i 200 anni di storia. Il motivo è controverso, alcuni attribuiscono alla festa un modo per omaggiare San Rocco, altri la Madre del Signore d’Agosto (in catalano La Mare de Déu d’Agost). La festa si svolge dal 15 al 21 agosto, con la caratteristica organizzazione dei vicini del quartiere che durante tutto l’anno lavorano alla creazione di numerosi allestimenti, che poi saranno gli ornamenti di alcune particolari strade di Gràcia. È davvero molto coinvolgente e suggestivo passeggiare per queste vie circondati da tutte queste decorazioni fatte a mano, la maggior parte realizzate con materiali riciclati. Èinteressante sapere pure che queste vie sono anche in concorso tra di loro. Alla fine dei sette giorni verrà proclamato il vincitore. Il quartiere di Gràcia diventa così ancor più artistico e colorato, per me ancor più affascinante e accogliente. Alla fine di queste strade addobbate, che durante la Festa diventano pedonali, ci sono dei palchi con musicisti che suonano vari generi musicali fino a tarda notte. È incredibile osservare come cambino le sonorità da strada a strada, da piazza a piazza. Con esse si identificano le persone che le frequentano. Se si andrà a plaça John Lennon si trovà un certo tipo di musica e di persone vestite in un certo modo, se ci sposteremo a plaça Raspall (caratteristico ritrovo radicale-femminista) un altro, a plaça del Poble Romaní (dove tempi addietro vivevano gli zingari di Barcellona) un altro ancora. Insomma, posti geograficamente vicini tra di loro, ospitano sonorità socioculturali differenti, ma nello stesso stempo risultano simili tra di loro per l’invocazione di libertà di espressione che espressano. Penso sia terreno fertile sociologicamente molto interessante. Mi sento di fruire di una preziosa e variegata ricchezza culturale del posto. A Gràcia le strade allestite sono varie, ve ne consiglio alcune da gustare: carrer de la Llibertat, carrer de la Perla, carrer de Mozart, carrer de Tordera, plaça de Rovira i Trias, Travessera de Sant Antoni, carrer del Progrés (la strada vincitrice di questo 2019 con il tema su Harry Potter), etc etc. Le persone che ci passeggiano sono di tutte le età e davvero numerose. Di notte in alcune vie è difficile entrare, perché l’accesso è a senso unico, per motivi di sicurezza. Per concludere, la Festa di Gràcia è una splendida occasione passare del tempo in famiglia. Le mamme, i papà e i bambini locali e stranieri godranno di puro divertimento ri-creativo. Vi racconto un aneddoto personale, questa volta la festa di Gràcia è combaciata con l’arrivo di mia suocera da noi, una delle due famose “nonne volanti”. Ebbene mio marito e io siamo riusciti a uscire da soli la sera, cosa che non ci succede ormai da cinque anni a questa parte (rinunciamo per scelta a chiamare una baby-sitter con i figli così piccoli). Mentre i bimbi dormivano a casa tranquilli con la nonna che li sorvegliava, siamo stati alla Festa di Gràcia. Mi chiedete comè andata? Abbiamo camminato mano nella mano per le piazze e per le strade, fermandoci dove più ci interessava, bevendo una birra qua e là nei tipici bicchieri di plastica decorati ogni anno in modo differente, come la maglietta della Festa, che poi ti riporti a casa per ricordo, ballando la rumba catalana sotto gli ornamenti colorati. Abbiamo incontrato anche due amici di Roma in vacanza a Barcellona. Fantastico! La domenica poi siamo tornati alla Festa di giorno per viverla tutti insieme con la suocera e i bimbi. Abbiamo passeggiato per le vie. I bambini sono si sono sentiti coinvolti, hanno ammirato le decorazioni e hanno usufruito dell’immancabile pintacara. La Grande Festa di Gràcia regala davvero momenti indimenticabili. A chi non ci fosse ancora andato, vi consiglio in loco una lunga passeggiata. Ormai si tratta di aspettare la versione 2020.

Attività per i bambini

Molto comune a Barcellona in generale e alle feste in particolare è la cosidetta pintacara, letteralmente “viso dipinto”. A Roma mi è capitato poche volte di assistere a questa attività che a Barcellona è attiva ovunque. I miei figli l’adorano. I bimbi stanno seduti su una sedia e una signorina gli dipinge il viso sul tema del personaggio preferito scelto. Di solito costa 5 euro a bambino. Una volta terminato, i bimbi si specchiano e la trasformazione magica è avvenuta, ora gireranno per la festa in questione mascherati, colorati e più contenti. Davvero divertente per genitori e figli!

La pintacara

Siete già stati alla Festa di Gràcia, vi è piaciuta?

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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