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2 Ottobre festa dei nonni

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Oggi 2 ottobre ci tengo a celebrare i nonni, figure importanti e risorse preziose per le famiglie. Da subiro farò una distinzione tra i nonni, che vivono a stretto contatto con le famiglie e quelli che, come nel mio caso, vivono in un’altra nazione, per cui vedono i loro nipoti ogni tanto. La differenza è notevole, la modalità di conoscenza e di interazione tra nipoti e nonni cambia, ma come per tutte le cose ci sono da considerare i lati positivi e negativi. Avere dei nonni che aiutino nella quotidianità è una grande risorsa, ma qualche volta può portare a discussioni, per esempio tra genero e suocera, tra figlio e madre, insomma non sempre la vicinanza è positiva. A volte la lontananza rafforza i rapporti e non fa affiorare quelle modalità relazionali, legate purtroppo spesso alla competizione, alle invidie, alle gelosie, che possono esserci tra parenti. Per fortuna non sempre è così, ma le persone e le modalità di intereazioni sono diverse per tanti fattori. Dall’altra parte vivere all’estero comporta che i nonni si vedano poco e perciò che la famiglia gestisca da sola le decisioni, senza dover sentire pareri, che a volte possono risultare invadenti e non richiesti. Da qui i fraintendimenti e spesso le discussioni e le rotture. Parlo delle varie sfaccettature che si possono osservare nelle dimaniche familiari. Ci tengo a precisare che ogni famiglia è diversa, ognuna ha un suo equilibrio da salvaguardare oppure da ricercare. A volte questo è messo a dura prova da nonni o nonne che vogliono dire troppo la loro. Secondo me il ruolo dei nonni non è quello di educare i nipoti, perché l’educazione dei figli è prerogativa dei genitori. A volte invece si creano situazioni dove dall’alto dell’esperienza, un nonno o una nonna si senta in dovere e desideri introdurre la sua preziosa esperienza. Questo va bene in parte, ma con rispetto. Come per ogni cosa ci vuole un equilibrio. Gli antichi romani dicevano in medio virtus, la virtù sta nel mezzo. Tornando al ruolo che dovrebbero avere i nonni per i loro nipoti, vorrei chiarire che la loro figura, il loro affetto e la loro compagnia per la maggior parte dei nipoti è fondamentale. I nonni, secondo me, devono soprattutto GIOCARE con i nipoti. Lo scrivo a caratteri cubitali. I nonni non devono educare nè viziare, ma creare situazioni di serenità, di gioco, di letizia. Ai genitori l’arduo compito dell’educazione. Perché dico questo? Per non confondere i ruoli e per non creare dubbi nella testa del bambino. Chi è che mi impartisce le regole? Faccio quello che mi ha detto ora nonna o quello che mi dice sempre mamma? Perché oggi ci sono due messaggi diversi? Chi devo ascolare? Ecco, questo potrebbe essere una lista di pensieri confusi che il bambino potrebbe trovarsi a fare in un momento di ricezione di tue messaggi comunicativi incoerenti, uno da parte del genitore e l’altro da parte dei nonni. COERENZA. Altro concetto da scrivere a caratteri maiuscoli. Secondo me è fondamentale focalizzare e interiorizzare bene che il ruolo di guida e di educatori è in mano ai genitiori. I nonni vorranno dire la loro, ma con discrezione. La nonna potrebbe esclamare a tal proposito, che ha detto mamma? Il nonno potrebbe aggiungere, ubbidisci a quello che dice papà! Ecco, i nonni dovrebbero riapportarsi alla linea educativa della famiglia, senza apportare modifiche non concordate e non confrontate prima con i genitori. Giocare è quello che i nipoti gli chiedono. Poi ci saranno pure casi di nonni che dall’Italia si sono trasferiti all’estero, per seguire il figlio o la figlia e per aiutarli nella gestione dei nipoti. Tanto di cappello, nel senso che è un grande sacrificio e un grande aiuto quello che apportano. C’è da dirgli bravi. Anche qui ci saranno situazioni e storie diverse. Chissà come deve sentirsi una signora anziana, una nonna, per esempio che dopo tanti anni di cultura e di tradizioni locali nella propria terra d’origine venga poi trapiantata in un posto nuovo, dove c’è prima di tutto da superare la difficoltà della lingua, poi delle amicizie, poi della nuova città. Ogni persona è diversa e la vivrà rispetto al proprio carattere volitivo o non. Certo che comunque trasferirsi all’estero per una persona anziana è un grande impegno, ma penso pure che se scelgono di farlo ne saranno pure contenti. Quando vado a prendere a scuola mia figlia, mi accorgo di quanti nonni di altre nazionalità si incarichino proprio di andare a riprendere i nipoti. Noto spesso una anziana signora, e ogni volta mi chiedo, chissà quale sacrificio ha fatto per lasciare la sua terra, la sua lingua? Poi noto molte nonne trasferitesi per esempio dal Perù e anche qui mi chiedo se soffrano di nostalgia della loro terra. Aggiungo che sono anche molti quelli che girano la mattina per strada con i passeggini con i nipoti a bordo o in giro per i parchi. Un grande impegno per loro, un grande aiuto alle famiglie. In qualsiasi modo la vediamo nella maggior parte dei casi la figura dei nonni rimane importante e fonte di affetto. Bisogna fare tante foto con loro, per testimoniarne il ricordo.

Avete testimonianze da condividere? Come vivete il ruolo dei nonni? Qualcuno si è trasferito dall’Italia? Per scelta o per necessità?

La nonna paterna con i nipoti in visita a BCN agosto 2019
La nonna materna in visita a BCN, settembre 2019
Ancora la nonna materna in visita a BCN, settembre 2019

Buona festa dei nonni vicini e lontani, ma soprattutto a quelli che donano gioia e serenità ai propri nipoti.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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