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Cristoforo Colombo catalano o italiano? La questione catalana

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Prima di inoltrarmi sull’argomento “Cristoforo Colombo italiano o catalano”, vorrei rivolgere l’attenzione alla data di oggi e a quello che sta succedendo in Catalogna. Dopo due anni di prigione preventiva dodici tra dirigenti e politici indipendentisti sono stati condannati a diversi anni di prigione, che variano dai nove ai tredici. Barcellona è in tumulto. Seguo i fatti attraverso Catalunya Radio. Molte persone si stanno organizzando per riversarsi in piazza. Inizeranno le manisfestazioni e le contestazioni. Stiamo vivendo la storia. La questione catalana è qualcosa di antico, ormai sono secoli che tra il regno di Castiglia e la Catalogna ci sono rivalità di vario tipo, economiche, culturali, identitarie. Non vorrei entrare nei dettagli della questione catalana, perché con rispetto scrivendo, lascio ai catalani le spiegazioni politiche. Quello che posso fare io, da laureata in sociologia è limitarmi alla descrizione dei fatti. La questione catalana è delicata. Da una parte l’11 settembre 1714 simboleggia la sconfitta dei catalani durante la guerra di successione spagnola, ma ciò non li rende degli sconfitti, anzi, i catalani hanno preso questa data come simbolo della resistenza e della lotta che deve continuare. Ogni anno ancora oggi l’11 settembre si celebra La Diada, la giornata commemorativa dei quattordici giorni di assedio e di resistenza catalana di fronte alle truppe borboniche. Ribadisco che per quanto mi riguarda oggi non voglio scrivere le mie impressioni politiche, ma riportare i fatti. Come persona, mamma, donna e abitante di Barcellona, mi sento di rispettare la cultura del posto e di informarmene. Anche per questo motivo studio la lingua catalana, per rispetto. La Catalogna sono due anni che è divisa, forse anche di più. Ci sono quelli che vorrebbero l’indipendenza e quelli che si sentono catalani, ma in Spagna. La questione è delicata. Oggi con questa sentenza iniza una nuova tappa storica catalana. Solo continuando a seguirla e a informarci la capiremo meglio, noi che siamo cresciti fuori e che ne veniamo a consocenza solo da qualche anno e da adulti. Ci siamo dentro e ci siamo fuori. A me piace vivere in Catalogna. La sensazione che ho dei catalani è che sono persone ben organizzate, educate, con un grande senso civico, un gran rispetto per i bambini, per le famiglie e per la conservazione del bene pubblico. Sono un popolo “socialista”, il gruppo viene prima dell’individuo. Ciò è tangibile, per esempio osservando quei Castelli che costruiscono con le persone (Els Castellers). La comunità è forte e sorregge il singolo. C’è una grande voglia di aggregazionismo e ciò si vede attraverso le tante feste che si organizzano tutto l’anno a Barcellona e in Catalogna per le piazze. I catalani sono un popolo orgoglioso della loro identità e la ribadiscono. Una forte necessità di ribadire concetti e valori quali la libertà, la democrazia, l’autodeterminazione a tratti li porta a vestire i panni dei “ribelli”. Secondo me questa attitudine esce fuori, perché durante la dittatura franchista non sono riusciti a ribellarsi, anzi il loro dittatore è morto nel suo letto, senza esserci stata guerriglia, senza partigiani, come nel caso italiano. Questo a mio avviso ha fatto sì che oggi, dopo quarant’ anni dalla morte del dittatore, la maggioranza dei catalani rivendichi con più veemenza di partecipare alla lotta per la libertà, prendendo di mira a più non posso lo stato spagnolo, come fosse quel dittatore lì. Ora mi fermo, non posso andare avanti. Ho detto che come laureata in sociologia mi limiterò alla descrizione dei fatti e non al giudizio dei valori e così farò.

Monumento per Cristoforo Colombo a Barcellona

La contraddizione nasce dal fatto che proprio qualche giorno fa, il 12 ottobre in tutta la Spagna, compresa in Catalogna, comunità autonoma, si è celebrata “la giornata della scoperta dell’America, la giornata di Cristoforo Colombo” . Quando quel giorno sono uscita per il mio quartiere a Barcellona, ho constatato che quasi tutti i negozi fossero chiusi, rimanevano aperti solo bar, ristoranti e supermercati. Allora festeggiano una festa spagnola? 12 ottobre 1492 il giorno della grande scoperta. Barcellona non sta in America, ma sta in Spagna. Ora ripassiamo la storia. All’epoca, parliamo della seconda metà del 1400 Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si sposano causando non pochi problemi ai catalani, perché si univa il regno della corona spagnola, o meglio del regno di Castiglia, con quello di Aragona. Questa unione fu l’inizo dei vari problemi catalani, che nel corso dei secoli si consolidarono, fino ai giorni nostri, o meglio fino ad oggi, giorno della sentenza catalana passata alla storia. Un altro aspetto interessante, che riguarda i protagonisti di questa giornata commemorativa spagnola, è il fatto, e qui si potrebbe aprire la polemica, che i catalani considerino Cristoforo Colombo uno di loro e non italiano. Qualche anno fa mi sono trovata a parlare con una coppia di catalani piuttosto fomentati sulla questione. Ecco, per natura sono educata e moderatrice, perciò non ho cercato il conflitto, ma ascoltavo la loro e facevo domande, ero interessata a vedere come la pensassero, a capire “questa novità”. Quel giorno uscirono fuori tante informazioni su Colombo, che in Italia nè a scuola negli anni degli studi, nè prima di quel giorno avevo mai sentito pronunciare. Ebbene sul web in lingua catalana, (cito tra tutte le fonti Wikipedia), noterete che ci sono varie voci che si rifanno al “Colombo genovese” e al “Colombo catalano”. Tra l’altro a Barcellona, alla fine della Rambla davanti al mare c’è la statua monumentale di questo grande navigatore, chiamato in catalano Cristòfor Colom. È curioso constatare che sulla stessa pagina di Wikipedia cambiando lingua e mettendo “italiano”, non troveremo le voci descrittive tra il Colombo genovese e quello catalano, ma ci sarà solo una versione storica, quella nostrana. Entrambe le pagine scrivono nascita e morte a Genova e a Valladolid. La mia professoressa di storia e filosofia al liceo ci ricordava spesso che la storia la scrivono i vincitori. Ecco, questa si costruisce giorno per giorno con i fatti. Noi rimaniamo i testimoni di un continuo divenire.

Ora i commenti. A voi italiani in Italia vi piace l’idea di un Colombo catalano?

Invece a voi italiani residenti in Catalogna e in Spagna, come la pensate?

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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2 Risposte

  1. Luigi ha detto:

    Beh, ad ascoltare i catalani si apprende che anche Leonardo da Vinci era in realtà catalano. Leonardo da Vic 😀

    • Chiara Elia ha detto:

      Ciao Luigi, sì, ricordo di aver letto tempo fa questa notizia sulla presunta natalità catalana di Leonardo da Vinci, mi misi a sorridere orgogliosa del genio made in Italy !

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