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Festa della scienza per le famiglie

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Quello che mi piace molto di Barcellona è che ogni fine settimana c’è qualcosa da fare per le famiglie. Lo scorso fine settimana è toccato al “Festa della Scienza”. L’idea mi è piaciuta molto e i catalani come al solito hanno saputo organizzare bene l’evento. C’erano stand per tutte le età con possibilità di fare esperimenti scientifici. Inoltre si potevano ascoltare brevi conferenze sopra vari temi. Un evento che mi ha interessato molto era in una specie di locale al buio, dove c’erano delle proiezioni su un grande schermo a parete, dove si vedevano le immagini riprodotte a seconda della frequenza musicale, molto curioso, tutto a suon di musica elettronica! La cosa interessante è che queste attività scientifiche sono pensate per i bambini, per gli adolescienti e per i genitori. Il luogo dell’evento era el Moll de la Fusta davanti al mare, vicino all’Acquario di Barcellona, perciò si poteva passeggiare per gli stand all’aperto, guardando ognitanto il porto con le barche a vela, devo dire molto suggestivo. Per fortuna a Barcellona in questi ultimi giorni di ottobre il clima è mite, perciò la vista sul mare e il tepore del sole creavano un’atmosfera serena da trascorrere in famiglia, un modo per riconciliare gli animi dopo le fatiche e gli impegni della settimana.

Immagini proiettate sullo schermo con frequenza dei movimenti rispetto alla frequenza musicale

I miei figli hanno giocato allo stand dei 0-6 anni. Ora vi spiego come era organizzato. Innanzitutto bisognava prenotarsi. I genitori lasciavano i nominativi dei bambini per l’entrata successiva. La giornata era organizzata da turni da mezzora ciascuna dalla mattina fino alle ore 18. La richiesta era tanta, in questo modo ogni famiglia e ogni bambino era accontentato. Una volta dentro i bimbi si mettevano sul petto un’etichetta con il proprio nome e l’orario del turno. Ai miei è toccato quello delle ore 17:30. Il sole era quasi basso, si intravedeva quella luce che si avvicina al tramonto, luminosa, intensa, piena di tepore. Lo spazio per i bimbi era anch’esso all’aperto, circondato da transenne di legno per delimitare l’area. Dentro un genitore per bambino poteva accompagnare nel gioco insieme. Un tetto di plastica copriva lo stand dall’alto, ma comunque si rimaneva all’aperto, senza pareti. Mentre i figli giocavano mio marito e io ognitanto scrutavamo il mare. Da una parte il relax e dall’altra il divertimento erano assicurati. C’erano varie postazioni, ci tengo a dire, quasi tutto con materiale costruito con il “fai da te” in legno o materiale riciclato. C’era la postazione delle calamite, dove i bambini potevano attaccare oggetti di ferro casalinghi sopra pannelli di plastica o di metallo per vedere poi che succedeva. Oppure c’era la postazione delle carrucole da girare o da tirare su o giù, quella della sabbia che cade e gira le ruote, quella dei cassetti con le cerniere da aprire e chiudere. Tutto molto interessante, stimolante, da provare. Alla fine c’era anche un tappeto con dei cuscini e dei puff dove i genitori potevano sedersi e osservare i figli esplorare l’intorno costituito da libri, scatole con delle piume, della pelliccia sintetica. Inoltre un tavolino basso lì accanto ospitava delle scatole contenenti castagne, foglie, ghiande, aghi di pino, tutto per sviluppare la conoscenza del bambino e invogliare l’esplorazione. In più c’erano cose morbide da toccare altre più ruvide, insomma le varie attività spaziavano per i bebè fino ai 6 anni.

Gioco con le calamite
Gioco di legno con ruote e pomelli che girano
I cassetti con lucchetti, serrature e fori

Noi siamo andati lì entrambi i giorni del festival. Il secondo giorno i miei figli hanno avuto la possibilità di salire sopra un’ambulanza pediatrica ed eplorarla. Anche questo fa parte della conoscenza. C’erano il medico, l’infermiera e un tecnico che ci hanno spiegato a cosa servono alcuni macchinari e cosa avviene dentro un’ambulanza. Il tecnico ha invitato mia figlia a indossare il casco e a simulare la guida dell’ambulanza sul sedile anteriore. Ci è sembrata un’interessante opportunità.

Per finire un’altra curiosità è stata una bicicletta molto grande costruita a mano con il ferro battuto, che ricorda il genere steam punk (ai catalani piace sbizzarrirsi con prodotti fatti a mano) che verso le ore 18 a fine festival ha cominciato a ospitare sopra di essa dei musicisti. Come dei musicisti? Vi chiederete. Ebbene sì. La bici grande era progettata per ospitare cinque persone. C’erano due postazioni stabili, dove gli attori vestiti da circensi pedalavano per fare muovere la grande bici, mentre sulle altre tre postazioni girevoli c’erano i musicisti con gli strumenti musicali installati davanti a loro. Un sax, una batteria, una chitarra e la musica aleggiava nell’aria. Il risultato è stato entusiasmante. Non solo i musicisti suonavano una musica accattivante, ma lo facevano sopra questa grande bicicletta che si muoveva grazie ai due circensi che pedalavano, e così facendo ruotavano anche le postazioni dei musicisti. Tutto girava, si muoveva e suonava, esperimento riuscito! Uno spettacolo divertente per adulti e per bambini, e qui torniamo al concetto iniziale, viva le attività in famiglia nel fine settimana!

La grande bicicletta prima dello spettacolo
La grande bicicletta con i musicisti in postazione, lo spettacolo sta per cominciare

Di seguito vi lascio il link dell’evento che rimanda al sito dell’Ajuntament, il comune di Barcellona, che patrocina questi eventi.

Questa è stata la 13esima edizione, è probabile che ce ne sia un’altra il prossimo anno.

https://www.barcelona.cat/barcelonaciencia/ca/13a-festa-de-la-ciencia

Nella vostra città si organizzano feste a tema per le famiglie oppure no? Di che tipo? Lasciate un commento in fondo all’articolo e iscrivetevi al blog

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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