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Pasqua 2020 tra corona di spine e coronavirus

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La Pasqua quest’anno arriva anticipata da una quaresima molto particolare, segnata da una quarantena forzata, che si è imposta durante questi ultimi giorni, entrando a far parte della storia. Mi fa strano pensare che questa volta la quaresima sia concisa con la quarantena, a livello mondiale. Stiamo tutti combattendo un nemico in comune, un virus infido che ci costringe a cambiare le nostre abitudini, a limitare la nostra libertà, nelle peggiori delle ipotesi a non ricevere uno stipendio, a morire. Stiamo vivendo a livello globale un periodo di tenebre, ma dobbiamo tenere nel cuore una luce, quella della speranza, che ci farà affrontare questi giorni con un’ottica diversa, quella della salvezza.

Non a caso oggi sto usando una terminologia che si rifà alla religione cattolica. Se ci soffermiano sui messaggi di Gesù, noteremo che sono pieni di amore, di pace di speranza. In questi giorni si sta celebrando la Settimana Santa e presto sarà Pasqua, il giorno della Rinascita, della Resurrezione. Ecco, secondo me è molto particolare soffermarci sul fatto che quest’anno abbiamo vissuto una quaresima più vicino a Gesù, ne senso che è coincisa con la nostra quarantena, simile ai suoi quaranta giorni di isolamento nel deserto. Insomma, forse abbiamo avuto l’occasione per capire di più il suo dramma di essere solo e tentato dal male. Forse ci dovremo fermare a riflettere, partendo proprio dallo spunto religioso, capendo che dai problemi si può uscire, con pazienza. Gesù morendo sulla croce ci ha salvato tutti, mostrandoci che dopo il dolore, dopo le tenebre c’è la salvezza, la Resurrezione. Al di là della Fede religiosa, che magari una persona ha e un’altra no, vorrei sottolineare il messaggio universare di amore, di pace e di solidarietà che Gesù ci ha donato con il suo insegnamento. Tutto ciò che di brutto è emerso in nome della Chiesa Cattolica è un’altra storia, politica e di potere, niente a che fare con il lato spirituale, con quello che originariamente era il messaggio puro di Gesù. Il male emerso è sempre stato provocato dagli uomini, purtroppo, non da Gesù, ma spesso quegli uomini nefasti parlavano in nome suo, è vero, ma non hanno nulla a che fare con il vero messaggio di Gesù, quello di pace, di amore, di misericordia, di solidarietà.

Ora penso alle numerose persone credenti e praticanti, che hanno bisogno di andare a messa, soprattutto durante questa Santa Pasqua. Quest’anno è tutto diverso, tutto è cambiato, ma non dobbiamo demoralizzarci. L’intento del mio blog è proprio questo, di fare fiducia. La mia intenzione è di creare riflessioni, donando una visione ottimistica, spero di riuscirci. La religione, la spiritualità è qualcosa di molto personale, ma penso che sia anche un’esigenza, almeno per molte persone nel mondo, essendo infatti presente in varie culture in modo diverso. Ricordo le immagini del Papà dello scorso 27 marzo, dando messa al Vaticano, donando la benedizione Urbe et Orbi davanti a una piazza San Pietro vuota e sotto la pioggia, con le sirene delle ambulanze che si mescolavano al suono delle campane, e quando mai nella storia si è vista una scena simile? Uno scenario molto toccante, stiamo nella storia. Ieri invece ho visto delle immagini “nuove” riguardo la Via Crucis, a San Pietro e non al Colosseo. C’erano poche persone a portare la croce, tra le quali rappresentanti di medici e personale sanitario, un ex carcerato e un agente di polizia penitenziaria tutti a sottolineare la loro via crucis in questo perodo difficile. Nessun pubblico, se non da casa, dove ora tutti siamo costretti, uniti.

Sarà una Pasqua diversa, difficile. Penso anche alle tante processioni religiose che si svolgono ogni anno da tempi immemori in Italia, specie al Sud, e in Spagna, specie in Andalusia. Quest’anno è diverso. Quest’anno niente persone riverse in strada a contemplare la passione di Gesù, ad ammiare la figura di Maria, a partecipare insieme agli altri. Ho visto delle immagini di persone che non si sono arrese, partecipano da casa, per quello che possono fare, si vestono per la “processione”, pregano e credono dai loro balconi. Si sta uniti a distanza, si spera tutti insieme, si crede e ci si augura che presto tutti torni alla “normalità”, che purtroppo non sarà più la normalità di prima, dobbiamo ancora scoprirlo come sarà, ma coraggio, forza, rimaniamo ottimisti. Seppur diversa e strana, che sia una Pasqua all’insegna dell’unità familiare, che per i bambini sia piena di cioccolato, di abbracci casalinghi e di giochi con mamma e papà!

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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