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Sant Jordi 2020: la principessa, il cavaliere, la rosa e il virus

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Il 23 aprile si festeggia La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, promossa dall’UNESCO. Per i cattolici si commemora anche San Giorgio, tra l’altro pure l’onomastico del Papa Francesco, al secolo di nome Jorge. In Catalogna invece il 23 aprile di ogni anno si celebra la Diada de Sant Jordi. Da quando vivo a Barcellona, da più di sei anni, per me questa è sempre stata un’occasione speciale per uscire per la città catalana ed ammirare le strade vestite a festa, ricoperte per l’occasione da bancarelle di rose e di libri. Quest’anno per ovvi motivi legati al virus che ci ha confinati tutti a casa, neanche fuori di casa ci fosse un feroce drago, Sant Jordi è molto diverso. Già sono circolati video sui social con artisti catalani che hanno creato delle canzoni, unendo le forze, ognuno dalla propria casa, intitolate a questo evento romantico.

Le rose fatte da mia figlia con il pongo e con il rotolo di carta igienica quest’anno a casa

Mia figlia stamattina ha voluto rappresentare i personaggi della storia di Sant Jordi con dei disegni. La leggenda catalana, che si lega a una delle imprese di San Giorgio, nello specifico a quella relativa al cavaliere che sconfigge il drago, recita così: <<tanto tempo fa in un paese chiamato Montblanc c’èra un drago molto affamato, che si divorava tutti gli animali del paese e non solo. Gli allevatori, stanchi di dover sacrificare così gran parte del bestiame, si erano andati a lamentare con il re in carica, il quale propose un sorteggio, per scegliere chi sarebbe dovuto andare nella caverna del drago per cercare di eliminarlo. Tutti erano molto preoccupati che potesse uscire il proprio nome. Purtroppo fu estatto il nome della giovane principessa Elisabetta, la figlia del re. Tutti dissero che gli dispiaceva molto, ma nessuno propose lo scambio, coì condannarono la povera ragazza a morte certa. Il re salutava con le lacrime agli occhi la figlia che si allontanava dal castello in sella a un cavallo bianco. Arrivata a destinazione la principessa si trovò davanti l’enorme drago, feroce, con la bava alla bocca, contento di poter assaggiare da lì a poco quel tenero bocconcino, che a sorpresa l’era venuto a trovare. Subito afferrò la ragazza con la sua grande zampa e se la portò alle fauci, da dove il fuoco già usciva minaccioso. In quel momento un valoroso cavaliere di nome Giorgio, che poco prima aveva sentito le urla di una ragazza provenire da non molto lontano, si precipitò al galoppo, e raggiungendo veloce il drago, gli si scagliò contro con la sua possente spada, che lo trafisse in un sol colpo. Cadendo a terra, lo spaventoso animale, ormai non era più così tanto feroce. Cominciò a riversarsi per terra il suo sangue, dal quale, la leggenda vuole, quasi da subito iniziò a fiorire un roseto. Giorgo, dopo essersi accertato che la ragazza stesse bene, colse per lei una di quelle rose rosse e gliela porse. La ragazza lo ringraziò e confessò di essere la figlia del re di Montblanc. Giorgio le propose di riaccompagnarla dal padre, che lo accolse come un eroe. Il paese era finalmente libero dalla minaccia, ora tutti potevano uscire dalle loro case, il sentimento di paura era passato. Si festeggiò così tanto la serenità ritrovata che il cavaliere Giorgio fu proclamato Santo.>>

I disegni di mia figlia per Sant Jordi, i personaggi: il cavaliere e il cavallo, il drago, la principessa, la rosa

Questa è la storia che si racconta in Catalogna. I libri sul tema di Sant Jordi presentano varie versioni. Noi a casa ne abbiamo due, una fedele alla leggenda con interessanti illustrazioni e l’altra che è una parodia divertente, con disegni davvero simpatici. Entrambi sono libri che due anni fa regalai ai miei figli per l’occasione. Ora mi piacerebbe illustrarvi quali sono le usanze di questa giornata all’insegna dei fiori e dei libri. Come vi dicevo, di solito, quando non ci sono virus a minacciare l’umanità, il 23 aprile le strade di Barcellona e della Catalogna si riempiono di banchi di rose di tutti i colori, guarnite spesso con una spiga di grano, vicino alle bancarelle di libri. La tradizione vuole che l’uomo doni una rosa alla sua innamorata e che la donna regali un libro al suo amato. Per quanto riguarda la mia famiglia, mio marito regala la rosa a mia figlia e a me, io un libro a lui e ai miei figli, ma visto che amo leggere mio marito ha introdotto l’usanza di regalare un libro anche a me, mi sembra giusto per la parità dei diritti, no? Quest’anno però niente, non si può uscire a comprare nè i libri nè le rose. Questo per me è uno dei giorni più belli dell’anno, di solito. Mi piace molto questa celebrazione della cultura e della natura, dell’amore, del romanticismo. Di solito sono tante le persone che girano per la città con in mano almeno una rosa, che sia da regalare o già regalata. Pensate che quest’anno, mia madre sarebbe dovuta arrivare a Barcellona da Roma il 22 aprile per poi goderci il 23 aprile, il giorno di Sant Jordi, insieme per la prima volta, e invece niente; la compagnia aerea già ci ha rimborsato il biglietto comprato a febbraio… come possono cambiare le cose in tempi così veloci. “Gli uomini fanno progetti e gli dèi sorridono”, così recita un saggio proverbio. Sembra che le autorità abbiano spostato la sua celebrazione per il 23 luglio, virus permettendo, speriamo bene. Quest’anno sarà un Sant Jordi diverso, tutti confinati in casa. Le persone catalane però si sono organizzate ugualmente, e noi con loro, così è partito l’invito ad attaccare le rose sui balconi e sulle finestre delle case, ognuno ha fatto quello che ha potuto con il materiale reperibile, cartone, fogli, pongo, rotoli di cartaigienica etc etc… Mia figlia ha attaccato i suoi disegni alla finestra, ad ognuno ha incollato una piccola rosa che aveva in casa, prese da una coroncina che non usava più. Abbiamo mandato poi i disegni alle maestre via email, ne sono rimaste contente. Insomma considerando i tempi che corrono è interessante il parallelismo con la leggenda di Sant Jordi, in entrambi i casi c’è una minaccia da sconfiggere. Ora per riconquistarci la nostra libertà dobbiamo sconfiggere il “drago” dei nostri tempi, il covid-19. Potremmo usare la metafora per tenere alta la speranza ed apprendere dalle favole non solo che i “draghi”, o meglio, che i problemi esistono, ma che, soprattutto, si possono superare.

I disegni di mia figlia appesi alla finestra durante il giorno di Sant Jordi

Ecco una divertente canzone catalana di Sant Jordi, vi lascio il link

https://www.youtube.com/watch?v=Qy3EjdcXJo4

Buona giornata di letture e di rose, felice Sant Jordi seppur a casa.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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