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L’emotività delle donne/mamme durante la quarantena da coronavirus

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Sono giorni che vorrei scrivere un nuovo articolo, ma per tanti motivi non ci sono riuscita. Oggi mi sono detta:” Chiara, trovati a tutti i costi del tempo per te!” E così è stato, ed eccomi di nuovo a scrivere. Quelli addietro sono stati giorni intensi di emozioni, che hanno spaziato dalla frustazione, alla solitudine, allo sconcerto, alla stanchezza, alla speranza. A Barcellona, dove vivo come sapete dal 2013, ormai sono nove le settimane di confinamento. Noi, come famiglia, dall’inizio dello stato di allarme a marzo non siamo usciti per quarantatrè giorni di seguito facendo solo spese on line, la situazione emotiva si stava facendo pesante. Dal 26 aprile poi il governo spagnolo ha dato la possibilità di uscire ai bambini per un’ora al giorno nella fascia oraria dalle 12 fino alle 19. Noi ne abbiamo usufruito da subito ed è stata una salvezza. I bambini hanno bisogno di correre, di saltare, di sentirsi liberi, di esplorare, di sperimentare. Quell’ora d’aria al giorno è diventata subito provvidenziale, per i grandi e per i piccoli. Ancora ne usufruiamo, visto che lo stato d’allarme in Spagna è stato prorogato fino al 7 giugno.

C’è anche da dire che durante quei lunghi giorni a casa i miei figli mi hanno sorpreso. Già vi accennavo in un altro articolo come mi abbia stupito il loro spirito di adattamento. Si sono ricreati un’altra quotidianità, dove l’attività di gioco in due con la fantasia era il principale divertimento. Durante questi lunghi quarantatrè giorni a casa senza mai uscire, loro si sono creati i loro spazi di gioco insieme, i due fratellini sono diventati più “amici”. Anche noi genitori eravamo presenti con varie attività, mentre dall’altra parte c’erano quelle inviateci dalla scuola. Tutto sommato, alla fine ce la siamo cavata. Ora sono solo ricordi di un periodo duro e particolare, ormai alle spalle. Questo è ciò che riguarda la sfera dei bambini, ma cosa dire invece rispetto alla sfera psicologica degli adulti?

Quello che mi preme oggi è parlare dell’emotività delle donne/mamme durante quei lunghi giorni di quarantena a causa del Covid-19. Da un giorno all’altro la giornata tipo di molte donne/mamme è cambiata, in molti casi si è anche trasformata radicalmente. E chi se lo aspettava? Per prima cosa nessuno l’ha potuto scegliere, poi la costrizione a rivedere la propria libertà, come donne, come mamme “forzate” a stare a casa tutto il giorno con i propri figli, quando prima magari non l’avevano mai fatto, questo sì per scelta, perché lavoravano o per vari impegni presi fuori casa, per sentirsi donne realizzate. La mia domanda oggi è per voi: come vi siete sentite in quella nuova realtà piombata addosso e all’improvviso dal nulla ? Il ventaglio di emozioni è vario e mi piacerebbe analizzarlo insieme a voi. Immagino quante donne abituate a uscire di casa presto per riempire la lunga giornata di lavoro si siano sentite disorientate nello stare tanto tempo a casa e solo a casa con i loro figli e con il marito. Penso a tutte quelle mamme che prima di tutto si sentono donne, che non rinunciano ad andare per esempio molto spesso dall’estetista o dal parrucchiere. Come vi siete organizzate per far fronte ai vostri bisogni? Ci siete riuscite? Vi siete rassegnate? Il mio pensiero va anche a tutte quelle donne/mamme che erano abituate dopo il lavoro ad andare assiduamente in palestra o a farsi un aperitivo con le amiche. Ecco, la lista delle variabili è lunga, ma la domanda in comune è una sola: cosa hanno provato queste donne/mamme durante l’isolamento forzato a casa?

Oggi la mia attenzione va a loro, ci tengo a dire, senza giudizi di valore. Cosa avete sofferto: attacchi di nervi, senso di stanchezza profonda, bassa considerazione di sé, ansietà, frustazione, mancanza di autocontrollo, riduzione di sé solo a “cameriera” della casa? Chissà quante di voi, che ora state leggendo questo articolo, si rispecchieranno in questi stati d’animo, che hanno colpito la grande maggioranza di noi donne/mamme almeno una volta durante questa quarantena forzata. È stata dura sapersi scollegate dalle proprie abitudini, da ciò che ci piaceva di più fare, dal prendersi cura di noi stesse, dal passare ore fuori casa. Già, ogni donna è diversa, pensiamo poi a ogni donna/mamma, mille mondi. Per fortuna la dura situazione sta svanendo, quasi si sta tornando a una nuova normalità. Di sicuro ci riapproprieremo di ciò che ci piaceva fare fuori casa, ma ci si riaccosteremo cambiate. Siamo passate dentro un tunnel di emozioni inaspettate.

In Italia adesso come adesso state più avanti di noi con la libertà ritrovata, invece noi in Spagna dovremo aspettare altre due settimane circa. In entrambi i casi penso che durante questo periodo duro di confinamento si è avuta la possibilità di riflettere su cosa ci abbia portato questo cambiamento improvviso. Questo tema lo svilupperò nel mio prossimo articolo. Per ora saluto le donne/mamme che mi seguono e che invito a lasciare un commento qui sotto,anche anonimo, come testimonianza di come si sono sentite durante i lunghi giorni di quarantena forzata a casa. Per quelle che di più hanno provato sentimenti di smarrimento e di sfiducia, auguro di ritrovare la speranza e la consapevolezza che i problemi si possono superare. Ci vuole pazienza, forse uno dei valori principi rispolverati durante questa esperienza.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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