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Il ritorno a scuola in epoca Covid

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Finalmente, ci siamo quasi arrivati, manca un giorno e ricomincia la scuola! Oggi 13 settembre è la vigilia di questo evento tanto atteso. “Tanto atteso” è il caso di sottolinearlo, visto che sono sei mesi che la scuola è stata chiusa a causa del coronavirus. Mia figlia di quasi sei anni mi confessa che di notte sogna di stare a scuola, e finalmente domani il sogno diventerà realtà. In queste ultime ore si sono tenute varie riunioni on line con la scuola dei miei figli per spiegarci le nuove misure di sicurezza anti Covid. Loro frequentano una scuola pubblica catalana. La mia bimba inizierà la prima elementare e il mio bimbo per la prima volta inizierà la materna. Insomma grandi emozioni. Per me finisce un’era, quella della mamma a tempo pieno, ruolo da me ricoperto negli ultimi sette anni, dedicandomi interamente all’educazione e cura dei miei figli (affronterò questo tema in un altro articolo con calma). Oltre a questo penso che sia molto importante che i bambini possano ricominciare a relazionarsi con il gruppo dei pari. Sono passati tanti mesi, ne hanno bisogno. Noi genitori e la scuola ci siamo dovuti rinventare come intrattenitori, come insegnanti tutto fare, come canale emotivo e psicologico più forte del solito. Possiamo dire che la maggior parte delle volte ce l’abbiamo fatta, ma ora dobbiamo tornare alla “vita normale” che poi normale ancora non è del tutto. Ora quel periodo duro e inaspettato, della quarantena, ormai alle nostre spalle, è passato, adesso stiamo vivendo un presente con una nuova normalità. La scuola comincerà in modo differente. Sono tante le misure di sicurezza state prese dalla scuola catalana dei miei figli: entrata e uscita in diversi ingressi e orari, mascherina obbligatoria per i primi quindici giorni per i bimbi con più di sei anni, orari differenti per i turni della mensa. Insomma, se vogliamo vederci dei lati positivi, l’organizzazione si è evoluta, si è studiato un modo migliore per sanificare gli ambienti, per far convivere giornalmente tante persone, senza creare rischi di contagi. Staremo a vedere.

Purtroppo in Spagna ogni giorno si confermano tanti nuovi contagi, molti dei quali in Catalogna, dove viviamo appunto. Quando stavo in Italia per le vacanze (quest’anno ci abbiamo passato due mesi), mi sentivo molto preoccupata quando sentivo i numeri spagnoli crescere e crescere. In Italia ho girato il Lazio, l’Umbria e la Toscana constatanto una buona organizzazione della situazione sanitaria, tanto che in molti posti la mascherina era obbligatoria solo in posti chiusi. Nel resto del mondo, come a Barcellona bisogna continuare a stare attenti, a non abbassare la guardia. In Catalogna la mascherina è obbligatoria dovunque, sennò sono 600 euro di multa. In conclusione penso che dobbiamo continuare ad essere fiduciosi, affinchè la scuola ricominci nel migliore dei modi, certo in relazione ai tempi che corrono, augurandoci di ristabilire una nuova normalità per garantire ai nostri figli e a noi una crescita emozionale e psicologica volta all’ integrazione sociale, della quale noi “animali sociali” abbiamo bisogno, per curare la nostra persona tutta, come la salute stessa.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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