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L’importanza della musica in famiglia

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La musica mitiga gli umori, apre la mente e il cuore. Sono una grande ascoltatrice di musica e penso lo debbano essere anche i miei figli, con libertà, se lo voranno. Credo sarà difficile che non gli piaccia visto che mio marito che io siamo grandi fruitori di musica. A casa ne sentiamo molta e varia, dal flamenco all’elettronica, dal reggae al jazz, dal rock alla classica. Ci piace iniziare la giornata con una canzone; ho la sensazione che le emozioni si allineino in modo positivo, il cervello si rilassa e si accettano meglio i doveri quotidiani, come per esempio andare a scuola. Insomma ai miei figli propongo canzoni dalla mattina alla sera, arrivando fino al rito della buona notte. Per andare a dormire a volte cambio melodia di accompagnamento. Per esempio in questo periodo sto usando un mantra yogico per Shiva, che rilassa un po’ tutti a casa, ma prima usavo la ninna nanna di Brahms, e ancora prima la canzone stella stella mia stellina.

L’importanza dell’ascolto della musica è raccomandata già dai primi mesi di vita. Negli ultimi anni si è consolidata l’abitudine tra le donne incinte di sentire musica, Mozart, per esempio, per accompagnare il naturale fluire della crescita e rilassare i loro figli nel grembo materno. I progressi della ricerca scientifica in merito ci spiegano come nei bambini la musica stimoli la coordinazione sensori-motoria, sviluppi l’immaginazione visiva, essendo questa per il cervello una vera e propria narrativa. Tra l’altro la musica invita al ballo, al divertimento, alla creatività. Mi ricordo di tanti pomeriggi passati a casa, soprattutto quando i miei bimbi erano piccoli, durante i quali mettevo varie canzoni per cantare e ballare insieme. In questo modo il tempo ci passava allegro e gioviale. La lista che usavamo era lunga: dalle canzoni dello Zecchino d’oro, a quelle di Elsa di Frozen, diventate ormai cult per molte famiglie. Poi ci sono le canzoni popolari catalane, che i miei figli imparano a scuola, e che risentiamo a casa, per apprenderle meglio, per capire ed allenare la lingua. Poi vengono le filastrocche che sentivo da bambina, e che ora vorrei tramandare ai miei bimbi, come la bella lavanderina, la macchina del capo, ci sono due coccodrilli etc etc. Il repertorio è vasto, se poi ci uniamo anche quelle che gli cantavano le nonne e il nonno si allunga: Eulalia Torricelli, papaveri e paperi, la tartaruga, ciao ciao bambina etc etc…

Vivendo all’estero ci tengo ancora di più a tramandare il patrimonio musicale italiano ai miei figli, perciò a volte metto loro canzoni d’autore, alcune tra le tante sono cuore matto, una zebra a pois, alla fiera dell’est. Non posso dimenticare di citare le canzoni dei cartoni animati giapponesi che vedevo da piccola e quelle tratte dai grandi classici Disney. Che orgoglio vedere i miei figli apprezzare canzoni come i sogni son desideri, tutti quanti voglion fare jazz o l’uomo tigre, per non parlare di quelle sui robot! Insomma penso che con la musica i bimbi non si annoino mai.

Concludo affermando che la musica sia una grande risorsa e un collante che lega la famiglia in più momenti, quelli più preziosi, quelli da passare insieme. Attraverso la musica ci si conosce meglio. Considerato che ogni famiglia è diversa, penso che tutto sommato questi minuti di canzoni e di musica allietino parecchie situazioni, si percepisce in esse che il tempo passa con più serenità. Il mio consiglio è di ascoltare musica insieme. Seccede anche a voi? Che ne pensate?

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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