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La magica attesa del Natale

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Ho la sensazione che ogni anno si anticipino di qualche giorno le preparazioni degli addobbi di Natale. A Barcellona i negozi mettono le decorazioni già da fine novembre, anche a casa molte famiglie decidono di fare l’albero un mese prima. Per tradizione italiana l’ho sempre fatto l’8 dicembre, ma credo che quest’anno anticiperemo anche noi di qualche giorno. In Spagna il 6 dicembre è festa della Costituzione, l’8 è il giorno dell’Immacolata, perciò di solito il 7 si fa ponte, non si lavora e non si va a scuola. Con questa occasione quest’anno lo addobberemo il 5 dicembre, che è un sabato, per sfruttare al meglio tutto questo tempo libero con i bambini. A dirla tutta, la scorsa settimana mio figlio di tre anni si è svegliato chiedendomi se fosse già il giorno per allestire l’albero di Natale. “No, oggi no, dobbiamo aspettare ancora qualche giorno”, gli ho risposto, ed è scoppiato a piangere. Insomma è un forte desiderio, quello di vedere le lucette, di sognare i regali, di immergersi nell’onirico calore natalizio.

Con l’occasione ho spiegato ai miei figli che il bello del Natale è proprio l’attesa. Se ci pensiamo bene si aspetta si aspetta, poi arriva e dura solo un giorno, ed è tutto magicamente finito. Dicendo così non vorrei sminuire il valore aureo del Natale, no anzi, vorrei proprio fare il contrario, o meglio, sottolineare l’importanza dell’attesa, metterla sotto una luce vivida, filosofica, per donargli un significato che vada oltre all’aspetto materiale dell’attesa dei regali. Insomma, è importante insegnare ai nostri figli ad avere pazienza, a saper aspettare, a godersi il momento del sogno. Dal 1 dicembre si aprirà anche il calendario dell’avvento, che dopo varie ricerche sono riuscita a trovare con l’immagine del presepe. Noto che ogni anno si fanno sempre di più “moderni”, nel senso che sopra si vedono immagini di unicorni volanti, di supereroi, di animali sorridenti, ma poche immagini che richiamano alla nascita di Gesù. Ho la sensazione che sia sempre di più un mero appuntamento con il consumismo. Si può contrastare se ci si ricorda quali siano i valori legati al Natale, che non devono essere strettamente religiosi, ma che fanno fede al buon senso civico. A tal proposito parleremo di convivenza sociale, di solidarietà, di rispetto, di pace.

Continuiamo il discorso con la lettera a Babbo Natale. In Catalogna, come nel resto della Spagna, si scrive soprattutto ai Re Magi. Qui tradizione vuole che sia la notte tra il 5 e il 6 gennaio quella più importante per i bambini. Si aspetta quel giorno per ricevere i doni. I miei figli sono nati in Catalogna da genitori italiani, perciò conoscono le tradizioni italiane e quelle locali. La lettera si fa in italiano a Babbo Natale e in catalano ai Re Magi. Quest’anno mia figlia fa la prima elementare e per l’emozione di saper già scrivere qualcosa, si è avvantaggiata scrivendo tutto, per sé e per il fratellino. Ha fatto un mix di lingue.

Con l’occasione vorrei segnalarvi un sito dove poter richiedere la lettera personalizzata a Babbo Natale per i vostri figli e nipoti, che di questi tempi Covid, forse è meglio confezionarla anche’essa online. Vi lascio sotto il link.

http://www.elfisanta.it

Certo, quest’anno per via di questa pandemia vivremo delle Feste atipiche, ma il significato del Natale è sempre pieno e universale; anzi forse quest’anno sarà ancora più sentito. Vediamo che succederà, per ora godiamoci i momenti di questa onirica attesa natalizia, che ci fa ritornare tutti bambini, più complici dei nostri figli, più contenti. Viva la magica attesa del Natale!

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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