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Piccoli cuccioli crescono: togliamo il ciuccio

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Il primo articolo del nuovo anno lo vorrei dedicare a un cambiamento importante: togliere il ciuccio. Sappiamo come ci piaccia fare diversi propositi quando inizia un altro anno. Un ciclo di 12 mesi significa tanti cambiamenti, per i piccoli e per i grandi. Si sa che crearsi degli obiettivi da raggiungere è un ottimo modo per tenere impegnata la mente. Una delle conseguenze immediate della partecipazione a un progetto è la soddisfazione che ne deriva. Per gli adulti, ma soprattutto per la crescita sana dei bambini, è importante curare l’autostima. Penso che sia importante mettere in risalto ai nostri figli quando raggiungono un nuovo obiettivo. Quando ciò capita ai miei, gli esclamo:”brava, bravo, ci sei riuscito a fare questa cosa nuova, ti ricordi che prima non ti veniva, ora sei cresciuto e ce la fai!”. Sottolineare il raggiungimento di un nuovo scopo è importante per coltivare l’amor proprio e la fiducia in se stessi, qualità fondamentali per diventare degli adulti mentalmente sani. Con l’occasione dell’avvento dei Re Magi quest’anno abbiamo proposto a mio figlio di quasi 4 anni di lasciare il ciuccio. Negli ultimi mesi a casa ci eravamo resi conto che l’uso del ciuccio era diventato solo un contentino. Quando il bimbo era più piccolo, il ciucciare gli donava un senso di conforto e di calma, ma ora che sta per compiere 4 anni la sua funzione era stata declassata a qualcosa di abitudinario. A questo punto serviva uno stratagemma per togliere l’oggetto bramato che non serviva più come prima.

In Catalogna è abitudine, parlo prima dell’era Covid, di celebrare l’arrivo dei Re Magi con una sfilata spettacolare, della quale ho parlato l’anno in un mio articolo. La Cavalcada dels reis, così si chiama in catalano, ricorre per buona parte il centro di Barcellona, regalando un grande spettacolo a grandi e piccini. Quest’anno è stata trasmessa in Tv, per evitare le agglomerazioni. Ogni anno tra i colorati carri allegorici dei Re Magi ce ne è uno dedicato alla raccolta dei ciucci. Si, avete capito bene, dei ciucci! Per strada ci sono personaggi colorati con in mano dei retini,che offrono al pubblico per buttarci dentro i cari e vecchi ciucci. In questo modo i bambini sanno che si raccoglieranno per donarli ad altri bebè bisognosi. Funziona. I bambini si sentono coinvolti dalla festa e insieme ad altri coetanei affrontano questa fase di passaggio con allegria.

I ciucci di mio figlio lasciati sotto l’albero di Natale la notte dei Re Magi

Quest’anno non potendo partecipare alla Cavalcada, abbiamo deciso di mettere i ciucci sotto l’albero di Natale la notte in cui sarebbero arrivati i Re Magi. Mio figlio ne era entusiasta. Da solo ha lasciato i suoi ultimi due ciucci sotto l’albero e li ha salutati. L’indomani, con la soddisfazione di avercela fatta si sarebbe sentito più grandino. Il giorno dopo infatti sotto l’albero mio figlio insieme ai dolcetti e a qualche piccolo regalo ha trovato anche una letterina dei Re Magi, che si congratulavano con lui e lo ringraziavano per avergli consegnato i ciucci. Ho visto nei suoi occhi la gioia per la sua nuova conquista. Ce l’aveva fatta! Ora non era più un bebè, ma un bambino che cresce e che avanza nelle sue tappe di sicurezza. Da quel momento per sopperire al ciuccio per dormire gli abbiamo dato un peluche. Per ora sembra che funzioni. Che dolcezza. Insomma, piccoli cuccioli crescono.

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Chiara Elia

Nasco a Roma il 18 gennaio 1980. Ho due bambini piccoli, una femmina e un maschio. Sono laureata in Sociologia indirizzo di Comunicazione e Mass Media (tesi di laurea in Sociologia della Famiglia). Ho pubblicato tre libri di poesie, due di favole e un romanzo. Vivo a Barcellona dal 2013. Parlo italiano, inglese, spagnolo e catalano. Ho studiato danza flamenca per più di dieci anni.

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